Ti lascio un cantico, concerto con apericena

Ti lascio un cantico, concerto con apericena

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Evento musicale con apericena.

Musica eseguita dal vivo – Spettacolo con proiezioni di immagini etc. Con Francesco Barbuto e Matilde Ghielmi

 

Informazioni sull’evento

In musica, i valori francescani dell’amore e rispetto per la vita e per la natura, sono riecheggiati con mille testi e sfumature, accompagnati da molteplici armonie e melodie.

Da quel primo accorato Cantico (*) molti sono i testi e le canzoni che hanno fatto propri il senso di comunione fra l’uomo e il creato. Alcuni di questi saranno eseguiti dal vivo dal M° Francesco Barbuto (voce, chitarra e pianoforte)e da Matilde Ghielmi (violoncello) nel corso della serata in Oratorio San Francesco.

L’evento, organizzato da aclicesate, in collaborazione con la parrocchia di San Francesco, prevede un momento conviviale, una semplice ma appetitosa apericena comunitaria (il menù è prettamente regionale e, dopo un antipasto con salumi piacentini e assaggio di formaggi, offre Agnolotti di Tortona al ragù e infine i famosi dolci “baci di dama”; il tutto accompagnato da un generoso vino rosso dei colli piacentini).

Il concerto – al termine della cena – è un viaggio emozionale nel tempo, nello spirito dei valori di San Francesco. Un’occasione unica per godere di una serata in compagnia, piacevole e ricca di stimoli: vi invitiamo caldamente ad aprofittarne!

(*)per saperne di più….

Il Cantico delle creature (Canticum o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, è un cantico di San Francesco d’Assisi composto intorno al 1224. È il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. Secondo una tradizione, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della sua morte, avvenuta nel 1226. È comunque più probabile che, come riportano le biografie di Francesco, la composizione sia stata scritta in tre momenti diversi.

Il Cantico è una lode a Dio e alle sue creature che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita; è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l’immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l’uomo e tutto il creato. La creazione diventa così un grandioso mezzo di lode al Creatore.